Diciotto album all’attivo, un percorso orgogliosamente indipendente fatto di radici folk condite, in particolare negli ultimi dischi, da fascinazioni soul, jazz e rock: questo è il contesto in cui si muove Alice Di Micele, cantautrice residente in Oregon in possesso di una delle voci più dinamiche, calde ed espressive della scena americana.
Il suo legame fortemente radicato con la natura, l’attenzione alle dinamiche che regolano il nostro rapporto con l’ambiente ma anche quelle all’interno di una società spesso conflittuale, reazionaria e priva di empatia mantengono alta la cifra lirica e compositiva di Alice Di Micele, sempre attenta a giocare le sue carte con intensità e qualità, seguendo le tracce di Joni Mitchell, Bonnie Raitt e Tom Petty (di cui è grande fan e protagonista di un ‘side project’ chiamato Petty Thievery) con riverenza e delicatezza.
Reverse The Flow descrive con chiarezza la proposta di una musicista dalle grandi doti umane che qui si fa accompagnare da una corposa ma mai invadente serie di sidemen tra cui spiccano i cammeo di Darol Anger il cui violino segna la melodia suggestiva di una ottima folk ballad come The Ghost Of Alice e del tastierista californiano di adozione Skip Edwards che presta il piano e l’organo hammond a due momenti da sottolineare come Bonafide, brano dai toni soul che celebra i legami e l’amore in questi tempi complicati e la title-track Reverse The Flow a cui è affidata la chiusura del disco.
La produzione a quattro mani della stessa Alice Di Micele e di Bret Levick risulta sempre equilibrata ed essenziale, pur con parecchi inserimenti che arricchiscono il suono senza mai appesantirlo, portando a termine un progetto decisamente funzionale al messaggio come per esempio nella notevole Oh Humanity che parla di guerra e separazione, Falling Through The Cracks che su ritmi soul/blues parla di problemi mentali, di non avere casa e delle tragiche conseguenze relative a queste condizioni e One Little Word in cui si affronta la tematica dell’omofobia e dell’oppressione per negare la propria identità.
In The Mystery ci si avvicina ancora al formato folk con un incantevole accompagnamento di archi e nella successiva Springtime (Here We Go) in cui il clima gioioso pervade una melodia che rimanda alla Joni Mitchell di metà anni settanta.
In definitiva Reverse The Flow è un progetto caratterizzato da passione, umanità e buone vibrazioni.
Alice Otter Music AO/118 (Singer Songwriters, 2025)
Remo Ricaldone, fonte TLJ, 2025







