Emma Swift – The Resurrection Game cover album

Reduce da un tributo importante alle canzoni di Bob Dylan come Blonde On The Tracks, uno dei migliori tra i tantissimi omaggi all’arte di ‘His Bobness’, Emma Swift torna, a distanza considerevole da quel disco, ben cinque anni, con un lavoro da lei interamente composto, un album dai colori pastello che riesce ad esaltare i contrasti dell’animo umano risultando sorprendentemente unito e coeso stilisticamente.
La cantautrice australiana, da tempo residente ad East Nashville con il marito e collega Robyn Hitchcock, affronta le proprie esperienze incrociandole con un sensibile sguardo alle dinamiche odierne proponendo dieci canzoni che riescono a dare l’esatta misura di un’anima ricettiva, empatica e delicata, con tutte le fragilità umane che caratterizzano ognuno di noi.
The Resurrection Game è inciso tra l’Isola di Wight e Nashville e si avvale della produzione, impeccabile e misurata, di Jordan Lehning, con il fratello Jason nelle vesti di ingegnere del suono e con musicisti dalla grande sensibilità chiamati a raccolta per supportare la voce eterea e sognante di Emma Swift.

E’ giusto quindi segnalare la presenza delle fascinose chitarre elettriche ed acustiche di Juan Solorzano, le ugualmente preziose tastiere nelle mani del produttore Jordan Lehning e una sezione ritmica che si muove discretamente ma incisivamente con Eli Beaird al basso e Dom Billet ai tamburi, quasi sempre sorretti da un quartetto d’archi a dare respiro e incanto alle melodie, con l’inserimento di una pedal steel, quella di Spencer Cullum, come nella suggestiva Beautiful Ruins, nelle pieghe della intima Catholic Girls Are Easy e nelle immagini vivide e malinconiche di How To Be Small.
Rimangono nel nostro cuore poi le fascinazioni quasi cinematografiche dell’iniziale Nothing And Forever dove le chitarre elettriche ricche di riverberi non possono che ricordare le atmosfere tra mistero e magia di un compositore come Angelo Badalamenti (quello di Twin Peaks per intenderci), l’espressività della canzone che da il titolo al disco, The Resurrection Game, il mix di emozioni tra speranza e l’irrimediabile fine di un amore di No Happy Endings e la chiusura di Signing Off With Love con il suo tono ‘sinfonico’ vicino alla sensibilità di un Roy Orbison.

Le performance vocali di Emma Swift si elevano comunque su queste arie e mostrano sempre estrema convinzione nell’esprimere gli inevitabilmente contrastanti stati d’animo e fanno si che il risultato sia decisamente positivo.

Tiny Ghost TG54 (Singer Songwriter, 2025)

Remo Ricaldone, fonte TLJ, 2026

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