Glass Hours – Chapel Glass cover album

Due musicisti con le loro chitarre acustiche, l’uno di fronte all’altra, che si ispirano e si stimolano a vicenda, basso e batteria che seguono a ruota in un’altra stanza con estrema discrezione ed equilibrio. Sono state realizzate così, praticamente dal vivo, le registrazioni dei brani contenuti in questo Chapel Glass da parte di Megan Barbera e Brad Armstrong, la prima proveniente dal Colorado, il secondo dall’Alabama, incontratisi la prima volta nella scenografica Hudson Valley dello Stato di New York.

Con già una buona esperienze alle spalle, The Glass Hours hanno unito le loro forze per dedicarsi ad una proposta roots dove folk, blues e country formano la base, in proporzione di volta in volta variabile, di un suono sincero, genuino e qualitativamente rimarchevole.

Chapel Glass si avvale quindi di una formula usata spesso nelle produzioni indipendenti dove le piccole imperfezioni sono anche il valore aggiunto in fatto di spontaneità e naturale interazione tra i musicisti, dando vita ad una selezione piacevole ma anche dalla profonda espressività poetica.

Matt Patton al basso e Jason Lucia ai tamburi sono coloro che forniscono una sezione ritmica interessante per duttilità e finezza mentre Brad Armstrong aggiunge in un paio di brani un banjo a rimarcare passioni tradizionali e dando un pizzico di elettricità con alcuni mirati interventi di chitarra. Unico altro intervento esterno è poi quello di Baxter Arender a colorare con toni pastello con le sue tastiere la soffice bellezza di una ballata come Not Your Ordinary Heart, interpretata all’unisono dalle due voci di Megan Barbera e Brad Armstrong.

E’ in definitiva un disco in cui le armonie e la poesia sono caratteristiche peculiari sin dalle prime note, quelle di Adaline che inquadra subito l’affiatamento, il trasporto e la comunanza di intenti che prosegue intatta in tutta la selezione.
Man Who Had Everything aggiunge una chitarra elettrica che incide profondamente nella riuscita della canzone, evocando ricordi e nostalgie attraverso grande gusto e precisione, North si sposta verso territori maggiormente tradizionali avvicinando The Glass Hours alle atmosfere per esempio di Gillian Welch e David Rawlings mentre Colorado è un esile ma prezioso omaggio allo Stato da cui proviene Megan Barbera.

Dietro ogni accordo e ogni trama vocale c’è un grande coinvolgimento che si percepisce chiaramente e le colorazioni country di In The Morning, quelle quasi appalachiane di In The Pines, la luminosa e appassionata You Set The Sun e le finezze della title-track Chapel Glass giocano a favore di una bella scoperta all’interno della scena indipendente americana.

Cornelius Chapel CCR80 (Country Folk, Singer Songwriters, 2026)

Remo Ricaldone, fonte TLJ, 2026

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