Stages: The Lost Album cover album

Che sia stato perseguitato dalla sfortuna o solo dall’incapacità a gestirsi professionalmente, la mancanza del successo per Eric Andersen rimane uno dei grandi misteri della musica. Le sue doti vocali e compositive, infatti, gli hanno sempre meritato i plausi della critica, definendolo prima, negli anni 60, ‘nuovo Dylan’, poi, nei 70, il migliore dei cosiddetti cantautori intimisti alla James Taylor. Questo Stages: The Lost Album doveva essere il disco che lo avrebbe potuto lanciare in vetta alle charts: purtroppo, per una guerra interna alla Columbia dell’epoca che aveva come mira il presidente Clive Davis, qualcuno ‘perse’ i nastri già pronti e il disco non uscì mai.

I nastri sbucarono fuori all’improvviso nel ’90 e la Sony pensò di sdebitarsi pubblicando una confezione deluxe con bonus tracks, ma il danno ormai era già stato fatto.
Stages: The Lost Album, disco ricchissimo di fascino e di ballate intimiste e profondissime (come Moonchild River Song, Baby I’m Lonesome, Be True To You, Woman She Was Gentle e Time Run Like A Freight Train) è uno dei più bei dischi del cantautorato americano acustico degli anni Settanta, imprescindibile come Blue di Joni Mitchell o Sweet Baby James di James Taylor.

Sony SRCS 5493 (Singer Songwriters, 1991)

Paolo Vites, fonte JAM n. 77, 2001

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