Geoff Arsenault – Hired Hand cover album

Tre album all’attivo, un amore sconfinato nei confronti del profondo sud e dei suoi colori e aromi, il canadese Geoff Arsenault si immerge nelle fangose acque del Mississippi andando a scandagliare i migliori suoni tra blues e soul, tra fascinazioni ‘swamp’ e quelle classiche andature pigre e sinuose che sono le peculiarità di quelle terre.
Spezzando un silenzio discografico durato la bellezza di quattordici anni (il precedente Voodoo Baby Rattle era infatti del 2011 mentre il suo esordio intitolato This Ain’t No Fiction era datato 2006) Geoff Arsenault compone un quadro esaustivo ed ispirato delle sue passioni che grazie all’illuminata produzione del conterraneo Glenn Patscha, tastierista fondatore degli Ollabelle, sottolinea ottime inclinazioni interpretative e compositive.
I dodici brani che compongono Hired Hand sono infatti tutti scritti dal nostro e l’album si rivela come una sorta di ‘who’s who’ del panorama canadese tra blues e americana, in virtù della presenza di una eccellente serie di musicisti del calibro di Colin Linden, produttore, chitarrista e cantautore tra i più rinomati in Canada, Ray Bonneville, chitarrista e armonicista cresciuto musicalmente negli Stati Uniti, Matt Andersen, pluripremiato per un carriera in cui il blues è sempre stata la stella polare e lo stesso produttore Glenn Patscha le cui tastiere sono un delizioso compendio di suoni sudisti tra piano wurlitzer e organo hammond.

Tra le righe di queste canzoni possiamo immaginare panorami pieni di paludi, boschi di mangrovie, umidità e quei suoni che possono rimandare a JJ Cale, Tony Joe White, Neville Brothers e un po’ tutta la scena si New Orleans, fino ad arrivare a certe cose di Tom Waits. Tra l’iniziale 9 Steps To Gumbo con il suo fascinoso ritmo sincopato e la bella slide di Joey Landreth e la conclusiva Cajun Soul, accorata ballata che vede ospite con il suo fiddle David Mansfield e Glenn Patscha all’accordion, c’è tutto il mondo di Geoff Arsenault, un mondo dove romanticismo e visioni oniriche mantengono alto il livello qualitativo di un disco che ha molte frecce al proprio arco.
I curiosi racconti di Bangkok Dogs And Long-Tail Boats dalle atmosfere sospese un po’ a la Little Feat, Bullet Won’t Stop che sembra una ‘outtake’ di JJ Cale, The Great Divide, ballata superba che vede il supporto vocale di Amy Helm, figlia dell’indimenticato Levon, l’intenso blues di Rio, I Ain’t Locked Down e Already Gone che sarebbero perfette nel repertorio di Tom Waits sono solo alcuni momenti da rimarcare per incisività e talento nel definirne i contorni. Merito di un personaggio da conoscere come Geoff Arsenault.

Autoprodotto GACD003 (Blues, 2025)

Remo Ricaldone, fonte TLJ, 2025

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