Kenneth ‘Jethro’ Burns - Bye Bye Blues cover album

Mandolinista eclettico e apprezzato, Burns non ha forse avuto il successo commerciale che avrebbe meritato. Nato nel 1920 e scomparso nel 1989, Kenneth Burns (detto ‘Jethro’) è stato fondamentalmente un mandolinista jazz, ma si è dedicato disinvoltamente anche al bluegrass ed al pop.
Obiettivamente i mandolinisti nella storia del jazz sono stati pochi, lo strumento non è mai entrato di diritto nella tradizione. Burns ha creato un suo stile personale, fatto sia di ‘single note’ che ‘chord melody’; quest’ultimo, intricato stile, lo ha ripreso da quello utilizzato sul banjo tenore, di gran moda all’epoca della formazione musicale di Jethro.
Burns ha sempre dichiarato che tra i suoi ispiratori ci sono stati musicisti swing come Joe Venuti, Eddie Lang e naturalmente Django Reinhardt. E a sua volta lui è stato l’ispiratore di tanti mandolinisti che, partendo dal bluegrass, hanno divagazioni in altre direzioni: non a caso nelle note del disco sono riportati i riconoscimenti di David Grisman, Sam Bush e Tim O’Brian.
Questo Bye Bye Blues, sottotitolato Downhome Jazz Duos – Last Sessions 1987-88, comprende ben ventidue brani; Burns è accompagnato da Don Stiernberg alla chitarra.
Ad un ascolto attento emergeranno i dettagli, le sfumature, gli abbellimenti, le variazioni melodiche e ritmiche. D’altra parte la naturalezza con la quale Burns snocciola uno dopo l’altro i ventidue brani fa passare in secondo piano l’elevato livello tecnico delle esecuzioni … e pazienza se in qualche momento denuncia i quasi settantanni che aveva all’epoca delle registrazioni.
Il disco è tutto molto godibile, elencare i momenti migliori non è semplice: ricorderei i fraseggi sincopati di Mood Indigo; la moderata versione di Bye Bye Blues, nella quale risalta l’elaborato lavoro melodico-armonico; I’ll Always Be In Love With You, nella quale Burns si sbizzarrisce in variazioni ritmico-sincopate da manuale; la spumeggiante Bill Bailey.

Acoustic Disc ACD-26 (Swing Acustico, 1997)

Mariano De Simone, fonte Country Store n. 41, 1998

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