Nitty Gritty Dirt Band

La Nitty Gritty Dirt Band ha legato il proprio nome al periodo che ha caratterizzato la nascita, l’ascesa e la fine del filone country-rock, arrivando indenne ai giorni nostri.

La band debutta con l’omonimo album ‘66 con Jeff Hanna e Jimmie Fadden (presenti fino ad oggi in tutte le formazioni), John McEuen (quasi sempre presente), Ralph Barr, Les Thompson e Chris Darrow.

Il successo di Buy For Me The Rain, con le sue armonie vocali, li fa conoscere e l’interesse cresce. Nello stesso anno esce Ricochet, che contiene due inediti dell’allora imberbe Jackson Browne, Shadow Dream Song e It’s Raining Here In Long Beach.

Del ’68 sono Rare Junk e Live, che spianano la strada al primo vero disco importante: Uncle Charlie & His Dog Teddy (’70) con varie covers gradevoli (Some Of Shelley’s Blues, House at Pooh Corner, Propinquity e Santa Rosa), ma soprattutto con un’eccellente versione di Mr. Bojangles (Jerry Jeff Walker) in un arrangiamento tale da catapultare la band nel mirino dei discografici dell’Universal Artists, etichetta che la terrà sotto contratto dal ‘71 all’80.

In questo felice periodo escono All The Good Times (’71), lo storico triplo Will The Circle Be Unbroken (’72) con i ‘grandi’ della country music tradizionale, il doppio live Stars & Stripes Forever (’74), l’interessante Dream (’75), per chiudere in bellezza il periodo con un altro triplo semi-antologico Dirt, Silver & Gold.

Dal ’78 all’81 la band si accorcia il nome in Dirt Band ed il periodo coincide con un momento di grande appannamento artistico del gruppo. La formazione viene ampiamente rimaneggiata e nell’80 entra in pianta stabile Bob Carpenter, che si ritaglierà un posto preciso nell’economia della band a livello compositivo, interpretativo ed esecutivo. Di questo periodo sono The Dirt Band (’78), An American Dream (’79), Make A Little Magic (’80) e Jealousy (’81), che vede il gruppo sotto contratto con la Liberty, per la quale esce anche Let’s Go (’82), album che segna il giro di boa verso una ritrovata vena artistica ed il ripristino del glorioso nome originale.

La formazione è a quattro elementi (Hanna, McEuen, Fadden & Ibbotson), il vecchio logo troneggia ancora ed il sound ritorna fresco ed accattivante, con le caratteristiche armonie vocali ricercate.

Bob Carpenter rientra dunque definitivamente con l’accasamento presso la Warner Bros. (’84-’89) ed il quinquennio è prolifico, con prodotti interessanti e mai sotto tono: Plain Dirt Fashion (’84), Partners, Brothers & Friends (’85), il best 20 Years Of Dirt (’86), Hold On (’87), Workin’ Band (’88) ed un altro best More Great Dirt (’89).

La Band tenta poi di ripetere l’operazione del disco epico e realizza Will The Circle Be Unbroken II (Universal ’89), che però si rivela meno significativo e rappresentativo dell’illustre predecessore.

Da qui in avanti la produzione si manterrà su livelli artistici più che decorosi, con frequenti cambi di etichetta, un altro live (Live Two Five del ’91), un disco acustico (Acoustic del ’94), uno natalizio (The Christmas Album del ’98), fino ad arrivare al terzo capitolo della saga Will The Circle Be Unbroken (2002) il cui valore artistico presenta alti e bassi, pur restando un prodotto appetibile.

1965

Country Pop, Country Acustico, Country Rock, Bluegrass Tradizionale, Bluegrass Moderno, Traditional Country

Dino Della Casa, fonte TLJ, 2004