Norman Blake- Home in Sulphur Springs cover album

Registrato il 30 dicembre 1971, subito dopo il solodi Tut Taylor e a cavallo dei due importanti lavori con John Hartford per la Warner Bros. (Aereo-Plain e Morning Bugle), Home in Sulphur Springs viene pubblicato improvvisamente nella primavera del 1972 da un’etichetta indipendente di Somerville, Massachusetts.

E’ un’opera prima e, come ogni opera prima che si rispetti, contiene di tutto o quasi: ballate e canzoni tradizionali e originali, fiddle-tunes americani e non soggiogati al flat-picking, composizioni strumentali cui l’uso sapiente e non certo avaro della sovraincisione conferisce una dimensione difficilmente riscontrabile in altrui precedenti esperienze (ad esempio gli effetti di una 12 corde in Warp Factor sortiti dall’abbinamento di due distinte chitarre a 6 corde).

In quest’album d’esordio tre caratteristiche emergono subito, caratteristiche tanto costanti da diventare dei veri e propri marchi di fabbrica nelle immediate future realizzazioni di Blake: il singolare approccio strumentale (chitarra e mandolino) delle melodie per violino, il tocco personalissimo conferito ai testi ed alla musica delle proprie composizioni, l’idioma tradizionale sempre presente, sempre aleggiarne, mai travisato, mai ripudiato. I fiddle-tunes (Bully Of The Town, Cattle In The Cane e specialmente Done Gone), così come il bellissimo arrangiamento in raro finger-picking di Spanish Fandango, sono qui affrontati, assimilati e resi d’istinto, con quella particolare confidenza, quasi viscerale, con la quale si trattano i vecchi amici, gli amici veri, e che

ha dato l’immortalità allo stile di intere generazioni di violinisti tradizionali, primi fra tutti i georgiani a cominciare da Earl Johnson.

Lo stesso si può dire ascoltando attentamente il brano Down Home Summertime Blues, dove la preferenza riservata ai toni ruvidi e sanguigni dell’effetto ‘slide’ alla chitarra richiama prepotentemente alla memoria un altro istintivo, l’amato Frank Hutchison, relegando Ry Cooder tra i suoi preziosismi.

Come autore Norman Blake non è certo secondo ai colleghi più affermati: lo strumentale Richland Avenue Rag e soprattutto le ballate Randall Collins, Orphan Annie e Ginseng Sullivan sono saggi perfetti di capacità creativa ed insieme di raffinata sensibilità musicale.

Le tante qualità delle ballate di Blake meritano da sole un intero trattato: il secondo ed il terzo album, contenenti esempi sublimi in materia, ce ne daranno subito l’occasione.

Intanto Home in Sulphur Springs riscuote l’entusiasmo della critica, e scarsissima considerazione da parte del pubblico.

Bully Of The Town / Randall Collins / Bone Gone / Down Home Summertime Blues / Warp Factor No.9 / Orphan Annie / Spanish Fandango / Lìttle Joe / Richland Avenue (Front Porch-Wood Pile) Rag / When The Fields Are White With Daisies / Cattle In The Cane / Crossing no. 9 / Weave & Way / Ginseng Sullivan / Bringing In The Geòrgia Mail

Norman Blake, chitarre, mandolino, voce – Tut Taylor, dobro

Rounder 0012 (Country Acustico, Singer Songwriter, Old Time Music, 1972)

Pierangelo Valenti, fonte Hi Folks!, 1983