Garth Brooks

Per moltissimi critici autorevoli il ‘fenomeno Garth Brooks’ rimane uno dei misteri più insoluti. Dicono infatti che si tratta di un cantante mediocre, costruito dall’industria musicale, che non ha una precisa identità musicale in quanto non è completamente country ma neppure pop e tantomeno rock. Qualcuno, in Italia, ha addirittura scritto “che le sue canzoni sono adatte a un pubblico beota”.
Per chi invece, come il sottoscritto (sicuramente beota), ha seguito la sua carriera fin dal lontano 1989, la risposta a questo mistero musicale è molto semplice: Garth è dannatamente bravo e la sua voce è una delle migliori in assoluto nel mondo della musica leggera. Inoltre le sue canzoni, certamente costruite ad hoc per il personaggio, parlano di cose semplici, alla portata di tutti e hanno il maledetto ‘vizio’ di essere belle canzoni.
Questo ovviamente non spiega pienamente il mistero Garth Brooks, ma certamente può essere un buon punto di partenza. Comunque questo articolo non ha la presunzione nè lo scopo di risolvere questo enigma ma vorrebbe semplicemente raccontare la storia di un ragazzo dell’Oklahoma che in pochi anni è riuscito là dove moltissimi altri hanno fallito: trasformare la musica country, fino ad allora considerata una musica di secondo piano anche negli stessi Stati Uniti, in musica di largo consumo capace di dominare le classifiche di vendita della musica leggera in generale.
Garth ha venduto negli Stati Uniti più albums di qualsiasi altro artista e ha trasformato profondamente il modo di essere un cantante country.

Il 7 febbraio 1963 Garth Brooks nasce a Tulsa, OK, anche se la sua famiglia risiedeva stabilmente a Yukon sempre in Oklahoma. Sua madre Collen Carrol Brooks era stata negli anni ’60 un’affermata cantante country che incideva con alterna fortuna per la Capitol Records. In realtà la prima vera passione del giovane Garth fu lo sport. Quando però apparve evidente che la carriera sportiva non aveva per lui un futuro, il nostro rivolse il suo interesse alla musica fondando un gruppo, chiamato Santa Fé, col quale girava l’Oklahoma.
Le esibizioni nei piccoli clubs vedevano la band esibirsi in un repertorio piuttosto vario e improbabile. Venivano infatti alternati brani rock, pop e country a secondo del tipo di pubblico che si trovavano di fronte. Il repertorio dei Santa Fé comprendeva comunque canzoni dei Boston, dei Creedence, di Dan Fogelberg, di Neil Young, di Billy Joel e, ovviamente, di George Strait e George Jones.

Verso la fine degli anni ’80 i Santa Fé decidono di trasferirsi a Nashville in cerca di fortuna. Siccome però non è mai stato facile emergere a ‘Music City’ Garth accetta di buon grado qualsiasi lavoro musicale che gli venga offerto, anche se si tratta di incidere jingles per la pubblicità. Una sera, esibendosi al Bluebird Cafè, uno dei locali più famosi di Nashville, viene notato da un addetto della Capitol Records che rimane profondamente impressionato da un brano che si intitola If Tomorrow Never Comes.
Nel luglio del 1988 Garth viene convocato dalla Capitol per firmare un vero e proprio contratto discografico. Quasi un anno dopo, il 12 aprile 1989 viene pubblicato Garth Brooks prodotto da Allen Reynolds.
Il primo singolo tratto dall’album, Much Too Young (To Feel This Damn Old) scritto in coppia con Randy Taylor, raggiunge la top 10 e inoltre ha il grande merito di sponsorizzare, citandolo nel brano, la carriera musicale di Chris LeDoux, nome fino ad allora noto solo ai frequentatori di rodei.
Anche il brano If Tomorrow Never Comes, sempre tratto da Garth Brooks, raggiunge la prima posizione nel settembre 1990 e viene premiato come ‘Song Of The Year’ dalla ‘Nashville Songwriters Association’. Sarà il primo di una interminabile serie di premi e di riconoscimenti.

Con la pubblicazione del singolo The Dance, sempre tratto dall’album d’esordio, Garth riceve però la consacrazione ufficiale al ruolo di superstar. Il video di The Dance è davvero molto bello e inaugurerà una delle principali componenti del mito Garth Brooks, quella di proporre dei videos veramente ben prodotti e di sicuro effetto. Vince infatti l’Award CMA come ‘Video dell’Anno’ e Brooks si aggiudica il suo primo Award come ‘Horizon Star’. Nel giro di nove anni vincerà quasi sessanta premi.
Nell’agosto dell’anno successivo esce il secondo album, No Fences, preceduto dal singolo Friends In Low Places che si attesta in vetta alle country charts nel giro di poche settimane. Altri tre brani tratti da No Fences raggiungeranno la prima posizione: Two Of A Kind Workin’ On A Full House di Bobby Boyd, Denis Robbins e Warren Haynes, Unanswered Prayers, di Garth, Pat Alger e Larry Bastian, e The Thunder Rolls di Garth Brooks e Pat Alger. Il video di quest’ultima canzone viene però censurato dalla televisione americana perché mostra una donna che, dopo aver subito violenze di ogni genere da parte del marito, si ribella sparandogli.

Il terzo album di Garth Ropin’ The Wind vede la luce alla fine di agosto del 1991. L’album entrerà nella storia della musica per essere stato il primo CD a raggiungere la prima posizione sia nelle classifiche country che nei top 100 della autorevole classifica di Billboard (ricordiamo che la top 100 di Billboard è la classifica dei dischi più venduti senza alcuna distinzione di generi). Ropin’ The Wind è effettivamente un album eccezionale, brani come Rodeo, Shameless (di Billy Joel), What’s She Doing Now e la scatenata Papa Loved Mama sono semplicemente incredibili.
Particolarmente bella è The River scritta in coppia con Victoria Shaw che grazie alla sua sensibilità artistica conferisce a questa canzone un tocco di dolcezza.
Naturalmente il CD vince una marea di premi e di Awards che, per non annoiare il lettore e per motivi di spazio, evitiamo accuratamente di elencare. Rimane comunque il fatto che l’industria discografica americana capisce che per far lievitare il mercato bisogna puntare sul country.
Come ogni country singer che si rispetti Garth ha ‘l’obbligo’ di inserire un Christmas Album nella sua discografia e infatti, in occasione delle festività Natalizie, esce Beyond The Season che contiene alcune delle più belle canzoni dedicate alla magica atmosfera del Natale (White Christmas e God Rest Ya Merry Gentlemen in particolare).

Il 22 settembre 1992 esce The Chase sempre su etichetta Liberty Records/Capitol. Come il precedente Ropin’ The Wind anche The Chase raggiunge senza fatica il primo posto sia nei top 100 di Billboard che, ovviamente, nella country charts.
I brani più significativi dell’album sono We Shall Be Free, Every, Now And Then e That Summer. Il video di We Shall Be Free viene proiettato su un megaschermo prima dell’inizio del Super Bowl 1993, lanciando così il suo messaggio di fratellanza e tolleranza in tutta la Nazione. Quando anche That Summer, scritta da Garth e Pat Alger, raggiunge la prima posizione persino il serissimo New York Times si congratula con l’artista.
Intanto Garth ‘decide’ che è arrivata l’ora di stravolgere il modo di proporsi live da parte dei musicisti country. Chi si reca ai suoi concerti sperando di trovare un’atmosfera da saloon del vecchio West rimane profondamente deluso. Utilizzando sofisticatissimi impianti con strabilianti effetti speciali come nella migliore tradizione rock, Garth sorprende tutti, con live-acts estremamente infuocati nei quali si scatena come una rock star (atteggiamento questo che verrà aspramente criticato dai puristi della country music).
Intanto i suoi tours intorno al mondo diventano estenuanti: Stati Uniti, Canada , Europa (Olanda, Inghilterra e Germania), Australia e persino Nuova Zelanda. Memorabile il concerto a Dublino dove secondo la stampa locale “…i biglietti sono andati esauriti più in fretta che per i concerti di qualsiasi altro artista”.

Con l’arrivo del 1993 esce il nuovo album che si intitola In Pieces, l’album della raggiunta maturità artistica. Il primo brano Standing Outside The Fire si occupa ancora una volta del problema dell’emarginazione, anche grazie a un video particolarmente eloquente.
Naturalmente non mancano i brani scritti col semplice intento di divertire, basti pensare a Ain’t Goin’ Down (Til The Sun Comes Up) e American Honky Tonk Bar Association.
Particolarmente emozionante, sia per il testo, sia per l’ennesimo video che l’accompagna, la sanguigna e pluripremiata The Red Stroker mentre Callin’ Baton Rouge, vecchio hits dei New Grass Revival, col suo travolgente ritmo cajun obbliga l’ascoltatore a ballare portandolo in un universo fatto di suoni coloratissimi.
Unico brano che lascia perplessi è la versione di una classica canzone western quale The Cowboy Song, che nonostante la buona volontà, non riesce a raggiungere la tragicità che altri (in particolare Don Edwards) hanno saputo conferire a questo brano.
Comunque In Pieces è il terzo album nella storia di Billboard (gli altri due erano Ropin The Wind e The Chase) a raggiungere il primo posto sia in una classifica specifica (quella della country music) che in quella generale.

La Capitol a questo punto decide di pubblicare una raccolta che comprenda il meglio della produzione di Garth. Il CD si intitola The Hlts e, nonostante sia una compilation, conquista il primo posto nelle classifiche country, ma si attesta ‘solo’ all’ottavo in quella generale.
Comunque secondo dati ufficiali comprendendo anche le vendite di The Hits, Garth ha raggiunto la ragguardevole quota di 35 milioni di albums venduti in soli sei anni.
Pochi mesi dopo, e precisamente il 21 Novembre, esce il nuovo album dal titolo Fresh Horses. Si tratta di un album di diffìcile lettura perché, a differenza dei precedenti, è meno immediato.
Cominciano infatti ad apparire brani con sonorità normalmente estranee al mondo della country music. Se da un lato alcune canzoni sono profondamente country, tipo Cowboys And Angels o la magnifica Beaches Of Cheyenne, dall’altro si spazia verso il folk irlandese (Ireland), verso le ballate decisamente pop (This Ol’ Wind e She’s Every Woman) e addirittura verso il rock (This Old Stuff).
Nonostante il mix di generi, o forse proprio per questo, il CD si rivela ugualmente l’ennesimo successo raggiungendo comodamente la prima posizione delle charts.

Verso la fine del 1996 Garth parte per un nuovo tour mondiale orfano del chitarrista Ty England che nel frattempo ha intrapreso, con discreta fortuna, la carriera di cantante (country) solista.
Apice del tour dovrà essere il concerto gratuito che si terrà il 7 agosto 1997 in Central Park, a New York City. Per quella data è prevista l’uscita del settimo album che per l’occasione si intitolerà Sevens. Purtroppo nascono alcune incomprensioni fra l’artista e la casa discografica e il CD, fra le ire dei fans che sommergono la Capitol di lettere di protesta, viene posticipato.
Il concerto di NYC si rivela tuttavia un grandissimo successo; quasi ottocentomila persone invadono il Central Park, tanto che occorrono oltre 250 poliziotti solo per sorvegliare l’area allestita per il concerto. L’evento viene trasmesso dalla HBO, una pay tv newyorchese che per l’occasione dispone di 30 telecamere più un elicottero per le riprese aeree. Naturalmente è un tripudio, tanto che la stampa Newyorkese titola “Garth, the king of the Big Cityn.

Finalmente il 21 novembre esce il tanto atteso Sevens. Il primo giorno vengono emesse ‘solo’ 777.777 copie (per ricordare che si tratta del settimo album del nostro artista) contraddistinte da un bollino con la scritta ‘flrst edition’. Alla fine della giornata sono state vendute solo negli Usa, perché nel resto del mondo Sevens uscirà il primo dicembre, ben 370.000 copie. Un record senza precedenti nella storia della musica.
Il CD contiene quattordici canzoni di grande spessore, particolarmente belle si rivelano She’s Gonna Make It, Cowboy Cadillac e When There’s No One Around.
Grath prosegue la sua ricerca di sonorità alternative con brani come Two Pina Coladas dal sapore caraibico, Longneck Bottle in puro stile western swing e l’acustica You Move Me.
Bella anche la canzone A Friend To Me scritta in coppia con Victoria Shaw, con la quale Garth aveva già collaborato nella stesura di The River e She’s Every Woman. Infine ricordiamo anche il favoloso duetto In Another Eyes cantato con Trisha Yearwood.

Secondo recenti dati ufficiali il solo Sevens ha venduto in quattro mesi ben otto milioni di copie e Garth ha raggiunto la considerevole somma di ben 50 milioni di albums venduti.
Il 1998 vede la Capitol/Nashvllle mettere sul mercato un box intitolato Garth Brooks che comprende la ristampa dei primi sei albums dell’artista. Oltre che per un bellissimo libretto contenente tutti i testi delle 66 canzoni e molte foto, il box è appetibile anche perché in ognuno dei sei CD viene inserito un brano completamente inedito.
Particolarmente riuscita è l’interpretazione del brano To Make You Feel My Love scritto dal menestrello Bob Dylan, brano che viene inserito nella colonna sonora del film Hope Floats. Pur essendo un cofanetto e quindi non certamente a prezzo economico, il box vende quasi un milione di copie, dato veramente sbalorditivo se si considera che si tratta della ristampa, anche se in forma lussuosa, di albums già pubblicati.
Nonostante abbia promosso e diffuso la country music a livello mondiale come nessuno prima di lui era riuscito a fare, Garth pare destinato a dividere profondamente gli appassionati del settore. Per alcuni si tratta di un bluff creato ad arte dall’industria discografica Made In Nashville, destinato a non lasciare alcuna traccia del suo passaggio. Per altri, alcuni milioni, che si commuovono ascoltando Beaches Of Cheyenne, Garth è semplicemente un mito da amare incondizionatamente. Ognuno tragga le sue conclusioni, il bello della musica è anche questo.
( Special thanks to: ‘Garth Brooks official biography’- Liberty Records/Capitol and The harmony illustred Encyclopedia Of Country Music (A.Cackett/A.Foege). Crown Trade Paperbacks)

Albums:
-Garth Brooks
-No Fences
-Ropin The Wind
-Beyond The Season
-The Chase
-In Pieces
-Fresh Horses
-The Hits
-The Collection (venduto soltanto attraverso McDonald’s)
-Sevens
-Garth Brooks (ristampa dei primi 6 albums + sei brani completamente inediti)

Promo LP/CDs:
-Gotta Drive – Steve Wariner
Interview For In Pieces album Entertainer of the year radio show
-Zooming (Catalogo audio con sampler parziali di 61 canzoni tratte dal suoi 6 albums)
-A Country Christmas Tapesty (1 ora condotta da Garth)
Garth Brooks:The Man And Hls Music (programma radio dal Canada)

Special Editions:
-Two albums in one: No Fences/Garth Brooks (stampa australiana)
-The Dance (con G. Morris e Sawyer Brown)
-Standing Outside The Fire (doppio CD dalla GB con 7 tracks)
-Christmas Compilation (4 tracks)
-Standing Outside The Fire (3 tracks + intervista + poster, stampa australiana)
-One Night Day (3 tracks per promuovere il tour australiano)
-45 giri ufficiale Capitol con lato A, Thunder Rolls-Live e lato B: Friend In Low Places-Live
-CD single: The Dance/Friends In Low Places/The River (la versione di questa ultima canzone è solo voce, chitarra e percussioni essendo registrata per uno show acustico di MTV)

Partecipazioni:
-Tributo a The Kiss (Garth interpreta Klss My A)
-Tributo a Bob Wills (Garth interpreta Cool Water)
-Whatcha Gonna Do With A Cowboy Chris LeDoux (Garth interpreta la title track con LeDoux)
-Songbook (A Collectton Of Hits) – Trisha Yearwood (Garth interpreta con Trisha In Anothers Eyes)
-Original soundtrack Hope Floats (Garth interpreta la cover di Bob Dylan To Make You Feel My Love)
-My Wife…My Life – Charlie Chase (Garth interpreta con Chase e Doug Stone il brano Out On Her Own)

Gianluca Sitta, fonte Country Store n. 42, 1998

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