George ‘Wild Child’ Butler – Stranger cover album

George Butler, musicalmente sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza. Eppure per anni la figura di questo cantante armonicista è stata avvolta da un alone di mistero, originato dalla difficoltà nel reperire materiale discografico datato 1969, 1972 e 1976.
Nel 1985, la Charly Records ripubblicando il bellissimo Open Up Baby (attualmente fuori catalogo) accese un nuovo interesse per l’attività di questo musicista nato ad Autaugaville, Alabama, nel 1936. Nonostante le sporadiche apparizioni europee, il successo riportato in alcune tournée inglesi, gli ha permesso di conquistare la fiducia incondizionata del produttore Mike Vernon. Grazie all’ennesima visita in terra d’oltremanica e al felice connubio con il vecchio santone del British blues è stato possibile creare l’opportunità per dare continuità alla sua produzione discografica con Stranger.

Armonicista dalle linee semplici, da sempre, ha dedicato maggiore attenzione al canto, imponendosi come interprete dalla vocalità accesa e vibrante. Visti i precedenti risultati, in fase di registrazione si è fatto nuovamente ricorso all’aiuto di una band inglese capitanata dal chitarrista Pete Boss, abile accompagnatore e fine solista.
Particolarmente a suo agio sui tempi medi, Butler si inserisce senza problemi sull’agile tappeto ritmico fornito da basso e batteria. I punti cardinali di riferimento sono quelli tipici del Chicago blues. Dei quattro slow presenti, You Can Have It If You Want It si guadagna il primato. Weak In The Knees, Rent Money Gone Again, Treat Me Just… e I’m Not Guilty appartengono invece alla categoria shuffle. Stranger e Face It Baby sono in linea con la caratteristica scrittura del musicista. Convincente alla voce, essenziale all’armonica. Una piacevole conferma.

Bullseye Blues CD BB 9539 (Blues, 1994)

Fabrizio Berti, fonte Out Of Time n. 6, 1994