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Boschi, ampie vallate erbose, colline, piccoli paesi e fattorie immerse nel verde. Sembra il Kentucky ma non lo è. E’ la Haute Loire francese, a sud di Lione, e più precisamente l’area di Craponne, ridente (si dice così, no?) paesino di cui non sappiamo altro se non che è sede del più titolato country festival del paese dei gigli, il Country Rendez-Vous.
Benché quella di quest’anno sia la sua 17ma edizione, noi lo scopriamo solo adesso ma subito vi giriamo la notizia. Chi c’è già stato riferisce di un posto gradevolissimo, di un atmosfera molto bucolica, di concerti belli e interessanti, di una molto estenuante ma molto soddisfacente full immersion (tre giorni!) nella musica.
La formula è speciale e allettante: non tanto mainstream country e Nashville stars quanto Texas music e grandi nomi di culto. Nashville e Austin. Country, bluegrass, alt.country, una qualche predilezione per la Texas music. La qualità ben combinata con budget evidentemente non eccelsi ma comunque consistenti (li avessimo noi!).
Di contorno, qualche band europea che si suppone all’altezza della situazione. Sentite un po’ il programma di quest’anno del Country Rendez-Vous di Craponne:

Venerdì 23 Luglio
Bluegrass Boogiemen (NL)
Lee Dinwoodie (CND)
Jason Boland & the Stragglers
Wayne Hancock
Cross Canadian Ragweed

Sabato 24 Luglio
HT Farmers (CH)
Hillbilly Boogiemen (NL)
Randy Rogers Band
Kevin Fowler
Marty Stuart

Domenica 25 Luglio
Groundspeed
Reckless Kelly
Jill King
Billy Joe Shaver
Ponty Bone

Sono previsti anche concerti gratuiti nel paese dei francesi della Phoenix Country Band.
Dunque, tanti artisti che danno il loro meglio dal vivo, diversi dei quali per la prima volta a Craponne e quindi in Europa. E per chi non avesse familiarità con qualcuno dei nomi americani, ecco qualche footnote.

Jason Boland & The Stragglers
Dall’Oklahoma, band di quattro elementi con l’esperienza di chi ha fatto una lunga gavetta (circa 200 concerti l’anno) come supporters di nomi come Willie Nelson, Merle Haggard, Dwight Yoakam, Asleep at the Wheel, Pat Green, ecc.
Il loro primo album, Pearl Snaps (2000), prodotto da Lloyd Maines, è stato a lungo un best seller per Texas Music Express e Lonestarmusic.com. Con il successivo, Truckstop Diaries (2001), la loro popolarità si è diffusa per tutto il Sud Ovest. L’album più recente, il Live at Billy Bob’s (2003), li ha portati direttamente sulla classifica Independent di Billboard.
Un sound ben ritmato, essenziale, ammorbidito da chitarre acustiche e armonica, limitato forse solo un po’ dallo scarso dinamismo della voce solista che tuttavia ha il twang giusto e un’innegabile espressività. Country music attuale e ruspante da serata al saloon. E‚ infatti al Billy Bob’s che si sente il meglio.

Wayne Hancock
La voce più simile a quella di Hank Williams Sr. che si possa trovare ai giorni nostri. E lui ci sguazza per bene con un repertorio simil-retro ed un sound che riporta indietro nel tempo. E’ stato chiamato The Master of Hillbilly swing o The Real Deal con riferimento alla sua autenticità e alle sue radici ben piantate nel Texas rurale. Ernest Tubb, Hank Williams, Jimmie Rodgers i suoi ispiratori. Alla loro musica lui ci ha aggiunto un piano boogie woogie, un beat prossimo al rockabilly, una steel saettante, un po’ di chitarra jazz e talvolta qualche fiato da big band. Il risultato è quello che lui chiama juke joint swing. Popolarissimo in quel di Austin. Il suo primo CD, Thunderstorms & Neon Signs (1995), fu un esordio da 22000 copie sul mercato locale, poi What Daddy Wants (1997), A-Town Blues (2002), e Swing Time in uscita.

Cross Canadian Ragweed
La nuova roadhouse music è delle Erbacce dell’OltreCanadian (il fiume che fa da confine tra il Panhandle texano e il Kansas), un insurgent country, tanto per sfruttare una nuova definizione, che non fa torto alla melodia ma che mette l’enfasi sul ritmo e (perché no) il volume. Smells like country, tastes like rock&roll, precisa Cody Canada, chitarrista e cantante. Ognuno dei loro cinque CD ha visitato i Top Ten della Texas Chart come anche alcuni singles particolarmente azzecati (Long way Home, 17) facilitando loro l’approdo alla Universal South.

Billy Joe Shaver
E’ il caso di presentarlo? Il vecchio outlaw ha ripreso la strada dopo le sventure famigliari e i problemi di salute. Ritorna in Europa sulle ali dell’ultimo CD, Try And try Again, un live poderoso (il secondo della sua lunga storia artistica) in cui riprende molti dei suoi cavalli di battaglia. L’avevamo visto in Italia qualche anno fa in un memorabile concerto con il figlio Eddy alla chitarra. Sarà un piacere riascoltarlo a Craponne

Marty Stuart
E’ il custode della tradizione, delle radici della country music sia da musicista (i suoi concerti sono sovente un viaggio nella storia e nella varietà di stili della country music) che da Presidente della Country Music Foundation (fino al 2002). In questa veste non è sempre amato dai discografici del new country. E’ anche il più eclettico dei neotradizionalisti con un passato di gran lustro anche tra i virtuosi del bluegrass ed un presente di ottimi dischi (v. The Pilgrim, concept album del 1999 ) e di prestigiose collaborazioni (Ralph Stanley, Travis Tritt, tra i tanti). Il suo attuale album Country Music (Sony 2003) gli sta dando grandi soddisfazioni. Il suo è un concerto da non mancare.

Ponty Bone
Non è una star ma un gregario di culto. Con la sua fisarmonica condisce di chili, crawfish e jalapenos la musica di ogni grande e piccolo musicista fin dagli anni ‘70: da Willie Nelson a Jerry Jeff Walker a Gary P. Nunn a Robert Earl Keen. E’ considerato dalla critica un vero innovatore del suo strumento. Con la sua band, gli Squeezetones, lo si ascolta facilmente nei clubs della capitale texana ma è ancora più spesso invitato sul palco quando viene riconosciuto tra il pubblico. Frequenta la Jovita’s Cantina per ascoltare Cornell Hurd al giovedì ma per scambiare qualche parola con lui basta frequentare il Texicali, hang out preferito da molti musicisti.

Jill King
E’ esplosa sulla scena con il single One Mississippi ma già da tempo si era fatta un nome a Nashville come autrice per la Gate To Gate Publishing Co.: 200 titoli tutti interpretati da artisti affermati. Poi sono arrivate le serate al Tootsie’s, il (grande ma evidentemente inevitabile) sacrificio di aprire le serate per Cletus T. Judd e il contratto con l’indipendente Blue Diamond. Three Mississippi ha fatto il resto ed ora è un’esordiente di lusso in attesa del prossimo pezzo giusto per scalare definitivamente le classifiche con una major. In Europa ha trovato immediatamente un seguito inaspettato, più che negli States (per ora). Le sue credenziali: gran voce, un countrybilly, anzi Jillbilly come dal titolo del suo ottimo album, attuale e schioppettate.

Kevin Fowler
Hard core country, Redneck rock, per l’erede degli outlaws degli anni ‘70. Il suo Beer, Bait & Ammo, la dice lunga già dal titolo, sostituisce l’inno di culto Up Against The Wall Redneck Mother del primo Ray Wylie Hubbard presso le platee già predisposte ai più ampi rapporti sociali (kickin‚ hippies‚ asses and raisin‚ hell). L’omonimo album ha venduto 30.000 copie sul mercato locale. Nato ad Amarillo, cresciuto a honkytonk e country music, Kevin ha fatto una lunga gavetta con i Dangerous Toys, poi con i Thunderfoot, band di rock sudista. Dal 1998 fa il pieno al Babe’s di Austin. Lì lo nota anche Willie Nelson che lo elogia pubblicamente con i giornalisti. Il titolo del suo primo album, One For The Road, prende ispirazione dallo storico live degli Skynyrd ma non ne definisce al meglio le possibilità. Beer, Bait & Ammo invece lo scaraventa tra i primi texani; il terzo, High On The Hog, guadagna il terzo posto nella classifica Billboard Country. Il quarto è un Live At Billy Bob’s assolutamente da avere. Il quinto è in uscita.

Reckless Kelly
Da qualche anno sulla affollata scena di Austin, solo l’anno scorso la band ha sfondato: l’album Under The Table & Above the Sun è stato dichiarato Album of the Year 2003 dal Chronicle e incensato da tutta la critica indipendente. Il poll dei collaboratori dell’autorevole magazine di settore No Depression lo vede al secondo posto della classifica dei migliori del 2003. La musica è un gradevole roots rock in salsa texana che li colloca a buon diritto tra i nuovi nomi della Texas Music Revolution.

Randy Rogers Band
Da Cleburne,Texas, Randy Rogers e la sua band sono gli artisti di più recente affermazione tra quelli in programma. La nuova generazione della Texas music. Non per niente, uno dei loro riferimenti artistici, accanto a Willie, Merle e Johnny Cash, è il cantautore Bruce Robison, rinomato esponente dell’ultima wave..
Hanno però già due album autoprodotti nei negozi: Live at Cheatham Street Warehouse e Like I Used To be del 2002.

Il prezzo del biglietto del Country Rendez-Vous di Craponne è bassissimo per tre giorni di musica: 50 Euro
Che ne dite, dunque, poveri fans italiani beneficiati solo una volta l’anno dalla Country Night di Gstaad? Craponne richiede solo un viaggio un po’ più lungo ma il periodo vacanziero dovrebbe favorire le vostre decisioni. Vive la Country!

Fabrizio Salmoni, fonte Country Store n. 70, 2003

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