Mason Williams & The Santa Fe Recital - Fresh Fish cover album

Il nome di Mason Williams, famosissimo negli anni sessanta grazie al clamoroso hit Classical Gas, è piuttosto in ombra in questo ultimo decennio. Questo fatto non è da imputarsi al musicista, quanto alla sua onestà d’autore ed amante della musica nel vero senso del termine. Williams, personaggio eclettico, letterato e sceneggiatore, non è mai sceso a compromessi per mercificare e vendere la sua musica. Il successo di Classical Gas non lo ha sconvolto, ma ha fortificato la sua decisione di seguire una via personale, eseguendo e componendo la musica che sentiva. La sua visione assai personale, il suo amore per la tradizione americana, il suo volere rivisitare e riscrivere questo genere lo ha portato a vivere ai margini di un mondo così caotico e dedito al business come quello musicale statunitense.

Infatti seguendo i vari album che egli ha inciso, non molti per la verità (sei in oltre dieci anni), vediamo che via via il suo stile si purifica ed egli si avvicina maggiormente ad atmosfere calde ed acustiche; la tradizione e le radici della sua terra prendono corpo e note in uno stile assai personale quanto valido. Fresh Fish appare sul mercato a metà del ’78. La cosa che maggiormente ci sorprende è che, ad oltre sette anni di distanza, la formazione base che ruota attorno a Williams è sempre la stessa: da Rick Cunha, chitarrista ed autore misconosciuto quanto di valore (ricordo il suo eccellente album del ‘74: Cunha Songs per la GRC); a Steve La Fever, bassista e grande amico di Gene Clark; a William Cunningham, ex Mason Proffit e violinista assai esperto.

Fresh Fish è un album fresco e sapido, denso di quel sano gusto di fare musica che al giorno d’oggi ci sembra così raro. Semplici e lineari le sue note ci invadono un brano dopo l’altro e l’album ci scorre via in un baleno. Completamente acustico, come i due precedenti album, ci propone una rivisitazione essenziale della musica tradizionale americana. Il bluegrass, anche se il termine non è esatto, è qui rivissuto assai classicamente, ma nel contempo ci propone un’inventiva, nella ricerca di certe soluzioni sonore, che da lungo tempo non ascoltavamo.

A nostro giudizio solo un personaggio come David Bromberg aveva saputo così bene accostarsi alla tradizione americana, senza correre il rischio di annoiare o di cadere nel risaputo. Mason non è certo da meno di David in questo campo. L’album contiene alcuni classici: da una stupenda versione di San Antonio Rose (di Bob Wills), qui piuttosto rallentata, alla dolce Fraulein, quindi traditionals della portata di Fisher’s Hornpipe, Whiskey Before Breakfast e Blackberry Blossom. Un album stupendo che ci restituisce fiducia ed amore verso la musica pura, in un momento di assoluta mercificazione.

Flying Fish 059 (Bluegrass Tradizionale, 1978)

Paolo Carù, Aldo Pedron, fonte Mucchio Selvaggio n. 11, 1978

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