Satantango – Downhill cover album

Risorge il blues dannato dall’agro padano. I Satantango sono lodigiani come gli Serif’s con cui condividono qualche atmosfera kurtweilliana e un componente: Massimo Audia, qui chitarrista là cantante (il Blixa Bargeld della  Bassa?!) e nascono dai Playground, dopo la prematura scomparsa del leader Stiv Livraghi e del bassista Alessio Zagatti (cui il disco è dedicato).
Non è famosa, ‘sta gente, nessun discografico la insegue per dar continuità alla sua faticosa carriera, ma la forza della musica arriva lontano: Anna Poiani serra i ranghi e prosegue sotto nuovo nome dando alle stampa questo CD, Downhill, composto da 8 liriche scritte dal marito Stiv, una da Zagatti, e musicate insieme ai membri del gruppo.
Ci aggiunge una cover di Tom Waits (l’ottima Big In Japan, da Mule Variations) e va avanti a ruggire il blues sporcato da graffi punk che ha ereditato dalle Patti Smith (dal vivo fa una Dancing Barefoot notevole), Lydia Luch, PJ Harvey, Diamanda Galàs che l’hanno preceduta sulle stesse ‘crossroads’.

Formazione r’n’r classica — due chitarre, basso, batteria, l’organo di Anna — i Satantango possono ricordare, oltre qualcosa di tutte le succitate eroine, dei Boss Hog prima maniera (ma Anna canta meglio della più nota Martinez!) e molti gruppi a guida perlopiù maschile affezionati a queste sonorità, condannati a non essere mai trendy (eccezion fatta per Jon Spencer): Beasts Of Bourbon, Knoxville Girls e tutta quella gentaglia citata nell’articolo sull’eredità di Tom Waits (vedi JAM 82).
Niente di particolarmente nuovo, dunque, qui tutto si gioca sul feeling sporco e ringhioso e sull’alta gradazione etilica del distillato. In cui ci permettiamo di segnalare però che almeno un brano di Downhill (la cadenzata Alligator) è un potenziale singolo con nulla da invidiare alla Blues Explosion e almeno un paio d’altri (Save Me From My City, No Questions) dovrebbero essere adottati da tutti quelli che hanno a casa la discografia completa dei Bad Seeds.
Voto: 7
Perché: nessuno scatenerà cause per i diritti sugli inediti di ‘big in Padania’ come Playground o Tupelo, ma se volete una dimostrazione di frasi che spesso ci diciamo, tipo “è la musica che mi aiuta a tirare avanti”, senza pose o presunzione i Satantango ve la danno.

Vinza MP705 (Blues, Roots Rock, 2002)

Mario Gazzola, fonte JAM n. 84, 2002