Tift Merritt

“Avevo un sogno: quello di fare un disco nella medesima vena artistica dei primi album di Emmylou Harris, Linda Ronstadt o Bonnie Raitt.” Oggi il sogno della piccola Tift Merritt si è avverato: Bramble Rose è l’interessante debutto di una nuova, deliziosa songwriter acustica da seguire con attenzione.

Ha 27 anni, è nata a Houston, Texas, ma è cresciuta nella North Carolina. Proprio nel campus dell’Università di Chapel Hill, nei primi anni 90, la Merritt inizia a muovere i primi passi come compositrice. E lì vince pure qualche premio come autrice di testi.
“Ho sempre avuto una fissazione”, confessa, “quella di cercare di trasformare in parole emozioni che provavo e che spesso mi era difficile esprimere. In genere scrivo di cose personali. Anche se, poi, tendo a modificare un po’ la realtà in modo da poterla comunicare in modo efficace agli altri.”
Nipote di un famoso cardiologo (Tift Mann) dal quale ha mutuato il suo curioso nome (“È il mio middle name”, dice, “sono l’unica femmina dell’emisfero occidentale a chiamarsi così”) questa minuta, graziosissima biondina ha iniziato ad esibirsi in pubblico nei localini di Raleigh, North Carolina (come il Caffe Luna) a metà degli anni 90. Spesso alternando il lavoro di cameriera a quello di cantautrice.

Ha imparato a suonare la chitarra dal padre Robin. Ma anche sua madre Peggy è un’appassionata. “I miei genitori sono orgogliosi di me e mi hanno sempre sostenuta. Criticandomi, se necessario, ma cercando di stimolarmi a migliorare. In particolare, mio padre ha sempre creduto nelle mie qualità: molte delle mie canzoni si sono evolute grazie ai suoi suggerimenti.”
Con un amico batterista (Zeke Hutchins), Tift nel 1998 dà vita alla band dei Carbines: le influenze sono chiarissime. “Quando ho ascoltato Quarter Moon In A Ten Cent Town di Emmylou Harris mi sono detta: questa è la musica che voglio fare. Poi ho riscoperto Kitty Wells, Bob Dylan & The Band. E sono risalita ai Lone Justice.”

David Menconi, critico della rivista specializzata No Depression, all’epoca descriveva così la musica del gruppo: “Le loro canzoni sono altamente evocative e richiamano le atmosfere del profondo sud americano così come le mitiche immagini di quegli ampi spazi aperti del Sud-Ovest degli Usa e dei territori di frontiera”. E proseguiva, tessendo lodi sulla vocalità di Tift sostenendo che “è versatile, elastica e malleabile. Può essere abrasiva come quella di Patsy Cline o dolcissima come Emmylou Harris”.
Anche se la stessa Merritt, per descrivere se stessa, una volta disse di essere “un incrocio tra Dolly Parton e Bob Dylan”. Qualcuno, oggi, l’ha paragonata a Sheryl Crow. Forse perché nell’affascinante Bramble Rose (l’album di debutto di Tift per la Lost Highway) la spumeggiante Neighborhood sembra proprio uscita dal songbook della bella Sheryl. “Non ho né l’esperienza, né lo stile di Sheryl Crow. L’accostamento mi lusinga ma mi pare alquanto inopportuno”, sostiene la Merritt.

Al di là di paragoni fantasiosi e definizioni forzate, le canzoni di Tift Merritt (così come la sua raffinata vocalità) si segnalano comunque per la loro assoluta qualità e così come per la loro estrema gradevolezza. E anche dal vivo, colpiscono nel segno. Dopo averla avuta come opening act per alcuni suoi concerti, Ryan Adams è infatti diventato il suo più convinto e determinante ‘sponsor’. E’ lui che l’ha presentata al direttore artistico della Lost Highway Frank Callari che letteralmente ha perso la testa per Tift. Poche settimane prima, la Merritt aveva vinto il Chris Austin Songwriting Contest nell’ambito dell’annuale MerleFest (il festival di musica acustica che si svolge ogni anno per celebrare la memoria di Merle Watson, figlio del leggendario Doc, morto prematuramente il 23 ottobre 1985 schiacciato dal suo trattore). E così, con la produzione di Ethan Johns e con l’aiuto di musicisti esperti come Benmont Tench, in cinque settimane viene registrato e mixato Bramble Rose.

“Il disco”, racconta Tift, “è stato fatto quasi interamente dal vivo. Io ho suonato la chitarra e cantato nello stesso momento e così hanno fatto gli altri musicisti. In pratica, non ci sono state sovraincisioni. Questo ha comportato un grande sforzo di concentrazione; ma, nel medesimo istante, ha stimolato al massimo le mie capacità interpretative.”
I suoi amici dei Carbines sono diventati, di fatto, la sua band. “All’inizio mi nascondevo un po’. Ero timorosa ma sentivo anche il bisogno di crescere. Oggi mi sento pronta. Da tutti i punti di vista. Loro hanno accettato il ruolo: l’ho considerato un attestato di stima e di amicizia.”

Bramble Rose contiene 11 brani, quasi tutti elettro-acustici, che davvero ricordano da vicino le atmosfere e i suoni della Emmylou Harris di fine anni 70. In una delle sue esibizioni a Nashville, la Merritt ha avuto anche il privilegio di avere Emmylou tra il pubblico. “È stata una cosa molto emozionante”, ricorda, “e, ovviamente, mi ha resa nervosa. Non credo che quella sia stata la mia esibizione migliore…”
Oggi, per Tift Merritt si apre un futuro radioso. L’etichetta di ‘nuova Emmylou Harris’ non le pesa. Anzi la inorgoglisce. Così com’è una bella sfida quella di lavorare alla promozione del disco. “Bramble Rose sta creando opportunità straordinarie”, confessa. “Posso infatti esibirmi ovunque, anche fuori dagli Usa, e proporre la mia musica ad un pubblico eterogeneo. E suonando dal vivo con continuità riesco a migliorare le mie capacità espressive e accumulo esperienza per le mie future canzoni.”
Alcune delle quali sono già pronte. Se continua così, tra non molto saremo pronti ad ascoltarle.

Ezio Guaitamacchi, fonte JAM n. 84, 2002