Paul Overstreet

Oltre ad essere uno dei più importanti songwriters fra quelli che hanno lavorato negli ultimi anni a Nashville, Paul Overstreet é sempre stato uno degli interpreti più creativi tra coloro che hanno contribuito all’affermazione della nuova country music. I suoi dischi, soprattutto quelli del periodo RCA, sono stati tra i primi ad adottare quel sound particolare che col passare del tempo e col contributo di altri artisti, permetterà al new-country di imporsi a livello mondiale.

Nato a Newton, Mississippi, il 17 Marzo 1955, e cresciuto in una famiglia molto religiosa (suo padre era un pastore battista), Paul fin da giovane possiede una particolare predisposizione per la musica e quando viene scoperto da Walter Bailes, talent scout alla caccia di nuovi talenti che acquista per l’astronomica somma di un dollaro la demo del brano The Wanderer, sembra quasi il naturale corso di una storia già scritta. Convocato nel 1983 a Music City alla RCA e lasciata Waco, TX, dove nel frattempo si era trasferito per intraprendere l’attività di meccanico, Overstreet giunge in una città affamata di nuove idee in grado di rilanciare una country music (e relativa industria discografica) che cominciava a dare segni di stanchezza. Sposato per un breve periodo con Frieda Parton (la sorella più giovane di Dolly Parton), Overstreet comincia a farsi apprezzare nell’ambiente musicale grazie alla sua abilità come compositore.

Il contributo di questo singer-songwriter alla causa della moderna musica country é davvero impressionante. Scrive o collabora alla stesura di un’infinità di brani di successo per altri artisti e ben ventisei delle sue canzoni raggiungono la vetta delle classifiche. Fra queste ricordiamo: When You Say Nothing At All (Keith Whitley), Same Ole Me (George Jones), One Love At A Time e My Arms Stay Open All Night (entrambe interpretate da Tanya Tucker), On The Other Hand, Forever And Ever, Amen e Diggin’ Up Bones (che aiutano un inesperto Randy Travis a diventare una star) e Love Can Build A Bridge (The Judds). Molti sono inoltre gli artisti che decidono di inserire un brano di Overstreet nel loro repertorio, per esempio Glen Campbell, Mel Tillis, Ronnie Milsap, Pam Tillis, Martin Michael Murphey, Kenny Chesney, The Forester Sisters, Marie Osmond, Alison Krauss e Travis Tritt.

Tantissimi ovviamente i riconoscimenti conquistati: due Grammy Awards (con i brani Forever And Ever, Amen nel 1988 e Love Can Built A Bridge nel 1992), due ACM Awards come Song Of The Year, cinque BMI Awards come Songwriter Of The Year ed una serie infinita di altri premi e nominations. Se Paul Overstreet ottiene grandi soddisfazioni come autore, ne riceve sicuramente altrettante come interprete. Giunto a Nashville nel 1983 forma un trio denominato SKO (Schuyler, Knobloch e Overstreet). La band non riesce a sfondare definitivamente (anche se entra in classifica con i brani You Can’t Stop Love e Baby’s Got A New Baby), ma questa esperienza si rivela estremamente utile perché permette a Paul di affinare uno stile che col tempo risulterà vincente. Nel 1988 abbandona gli SKO e debutta come solista col singolo Love Helps Those (MTM Records) che raggiunge la terza posizione in classifica. Nel frattempo la MTM chiude i battenti e Overstreet decide di tornare alla RCA, dove inciderà tre albums (Heroes, Love Is Strong e Sowin’ Love) che lo lanceranno definitivamente. Da questi dischi vengono estratti ben undici singoli che raggiungono la top ten e canzoni come Sowin’ Love, Daddy’s Come Around o I Won’t Take Less Than Your Love (interpretata con Tanya Tucker e Paul Davis) rimangono in classifica per molte settimane.

In seguito lascia la RCA e fonda una propria etichetta (la Scarlet Moon Records) e pubblica Time, affidandosi alla produzione di Jerry Crutchfield, famoso producer che in passato aveva lavorato con Tanya Tucker, Anne Murray e Tracy Byrd. Il dischetto, il quarto della discografia di Overstreet, é composto di dieci brani, quasi tutti scritti da Overstreet stesso, che mettono in luce la grande abilità dell’artista nel raccontare storie tutt’altro che banali.
Persona estremamente gentile e ‘great story­tellers’, Paul Overstreet ha sempre rivolto la sua produzione, sia come autore sia come cantante, verso sonorità che ricordano l’honky tonk degli Outlaws Texani, il country di George Jones e le ballate dei singin’ cowboys cercando però di filtrare tutti questi imputs attraverso una personale interpretazione. Altra caratteristica molto particolare delle canzoni del nostro artista sono i testi che, soprattutto nella recente produzione, riflettono una visione della vita estremamente positiva, tanto che qualche critico musicale ha scritto: “Paul Overstreet writes and sings about the kind of world we would all like to live in”.

Dopo un certo periodo di silenzio Paul torna alla ribalta con due nuovi progetti discografici. Il primo si intitola A Songwriter’s Project Volume 1 e raccoglie in un unico CD (ma siccome nel titolo viene chiaramente specificato che si tratta del Volume 1, tutto lascia a presagire che vi sarà presto un Volume 2) 12 brani scritti ovviamente da Overstreet ma, fatta eccezione per un paio di composizioni originali, portati al successo da altri artisti. Trovano quindi posto canzoni come Same Ole Me, I Won‘t Take Less Than Your Love, When You Say Nothing All, Forever And Ever, Amen, A Long Line Love (interpretata da Martin Michael Murphey nell’album Americana), Diggin’ Up Bones, Be Mine (di cui esistono innumerevoli versioni), On The Other Hand, I Feel In Love Again Last Night (che divenne un cavallo di battaglia delle Forester Sisters), Toughest Battles, What Are Friends For e When Mama Ain’t Happy. Ascoltare brani così famosi interpretati direttamente dall’autore rappresenta sempre una grossa opportunità per chi è in grado dl apprezzare le infinite sfumature che caratterizzano una buona canzone e nel nostro caso specifico le versioni registrate da Paul per A Songwriter’s Project sono almeno altrettanto belle e suggestive quanto le ‘originali’.

Il secondo, intitolato Living By The Book, é un classico esempio di Christian Country Music, un genere che noi europei facciamo una certa fatica ad inquadrare con precisione dal punto di vista musicale, ma negli Stati Uniti (ed in particolare negli Stati del profondo Sud) Chris­tian Country Music si intende una variazione del country con arrangiamenti e strumentazione del tutto simili alla country music ‘profana’ ma con testi e situazioni che si muovono in contesto religioso. La riscoperta della Fede e dei suoi valori più profondi ha dato un indirizzo ben preciso alla vita di Paul Overstreet e questo cammino spirituale ha avuto inevitabili ripercussioni anche sulla sua musica. Living By The Book è dunque un inno alla gioia e alla grandezza del Signore, e l’autore usa la musica (chiaramente il mezzo che più gli è congeniale per esprimere emozioni e sentimenti) per innalzare a Dio una preghiera di ringraziamento.
Artista socialmente impegnato in varie organizzazioni umanitarie, Paul Overstreet ha scelto un determinato stile di vita che porta ad affrontare qualunque situazione con un atteggiamento positivo e le sue canzoni, vere e proprie estensioni della sua anima, sono lo specchio fedele dl queste convinzioni.

Discografia:
-Sowin’ Love (RCA)
-Heroes (RCA)
-Love Is Strong (RCA)
-The Best Of Paul Overstreet (RCA)
-Time (Scarlet Moon Records)
-A Songwriter’s Project Volume 1 (Scarlet Moon Records)
-Living By The Book (Scarlet Moon Records)

Gianluca Sitta, fonte Country Store n.52, 2000