Doug MacLeod – No Road Back Home cover album

A dieci anni dalla pubblicazione originale su Hightone, viene ristampato il lavoro con cui esordì Doug MacLeod, tuttora misconosciuto musicista di grande talento. Le note di copertina introducevano un chitarrista maturato all’ombra di giganti del blues quali Big Joe Turner, Pee Wee Crayton o Eddy “Cleanhead” Vinson, per citarne solo alcuni tra quelli al servizio dei quali Doug aveva messo le sue brillanti capacità.
Peraltro, la ricerca di una propria identità, lo porta ad esibirsi in prima persona con una impressionante continuità in ogni tipo di locale o bar, e questo suo attivismo gli porta come risultato, se non un grosso seguito di pubblico, la creazione di una solida reputazione da parte della critica specializzata. Sono proprio questi inizi, intrisi di blues e di soul che Doug MacLeod propone in questo suo “No Road Back Home“.

La formazione classica a 4, a cui si aggiungono saltuariamente le tastiere ed una ruspante sezione di fiati, gli garantiscono una base che sa essere robusta quanto basta, ma anche swingare all’occasione, vestendosi da sera per creare atmosfere jazzate e raffinate, un omaggio alla St. Louis che gli ha dato i natali.
Il talento chitarristico di MacLeod è fuor di dubbio, il suo fraseggio è limpido, spigoloso come nella migliore tradizione nera, ma tecnicamente ineccepibile, innestato inoltre su una non comune capacità compositiva: non dimentichiamo infatti, che tutti i brani portano la sua firma.
Gospel, blues, soul, swing sempre di ottima qualità, No Road Back Home un cocktail saporito per chi volesse riscoprire un musicista che avrebbe meritato più attenzione 10 anni fa, ma che non ha perso il suo smalto con il passare del tempo e che potrebbe stimolarvi ad andare a recuperare gli altri 5 album che ha centellinato fino ad oggi.

Hightone HCD 8002 (Blues Rock, 1994)

Claudio Garbari, fonte Out Of Time n. 5, 1994

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